Comma 9 dell'articolo 21: «i doveri di competenza e di capacità adeguate comportano per il professionista medesimo e per i suoi dipendenti e collaboratori la conoscenza del funzionamento e della tecnologia utilizzata».
Non è più sufficiente premere un pulsante e sperare che l'intelligenza artificiale faccia magie. Ora devi capire cosa stai usando.
Questo significa che se utilizzi:
- ChatGPT per la ricerca normativa, devi sapere come funziona;
- sistemi di intelligenza artificiale per l'elaborazione dati, devi conoscere i loro limiti;
- software con componenti intelligenti, devi comprendere i loro algoritmi.
La competenza tecnologica è diventata competenza deontologica. Non è più un «nice to have», è un obbligo professionale.
Ma qui sorge il problema pratico
Dove si impara tutto questo? Chi ti spiega come funziona davvero l'intelligenza artificiale applicata alla nostra professione?
La maggior parte dei corsi parla di intelligenza artificiale in generale. Ma abbiamo bisogno di sapere come l'intelligenza artificiale impatta concretamente su contabilità, bilanci, dichiarazioni fiscali, consulenza aziendale.
Serve formazione specifica, pratica, applicata al nostro mondo professionale.
Perché una cosa è conoscere teoricamente cos'è un Large Language Model. Un'altra è sapere quando e come utilizzarlo per una ricerca giurisprudenziale, quali sono i suoi limiti nell'interpretazione normativa, come verificare l'attendibilità delle sue risposte.
Il gap tra teoria e pratica professionale è enorme. E ora colmarlo è diventato obbligatorio.
Chi non si forma rischia sanzioni disciplinari. Chi si forma bene acquisisce un vantaggio competitivo decisivo.
La domanda non è più «se» formarsi sull'intelligenza artificiale. È «come» farlo nel modo giusto per la nostra professione.
Vuoi una formazione sull'IA pensata per lo studio professionale? Scrivici.