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Per anni la formazione sull’intelligenza artificiale è stata una buona idea da rimandare. Da giugno 2026 non lo è più: i decreti attuativi della legge italiana sull’IA portano l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale dentro la formazione obbligatoria dei professionisti. Ecco, in modo concreto, cosa è stato deciso, quali sono le scadenze e cosa deve fare uno studio per arrivare in regola.
Nella seduta n. 177 del 10 giugno 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare due schemi di decreto legislativo attuativi della legge 23 settembre 2025, n. 132 (la prima legge italiana organica sull’intelligenza artificiale), in attuazione delle deleghe contenute nella legge e in coerenza con il Regolamento europeo sull’IA, l’AI Act (Reg. UE 2024/1689).
Si tratta di una tappa importante, ma non dell’ultima: trattandosi di esame preliminare, gli schemi passeranno ora al vaglio delle Commissioni parlamentari, della Conferenza delle Regioni e delle Autorità competenti, prima dell’approvazione definitiva. La direzione, però, è ormai tracciata — ed è questa che conta per chi deve organizzarsi per tempo.
Il punto che riguarda direttamente commercialisti, avvocati, consulenti e tutte le professioni ordinistiche è dedicato proprio alla formazione professionale. Vediamone i quattro elementi chiave.
Per le professioni, l’intervento introduce l’alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale nella formazione iniziale e continua. Non un corso una tantum, quindi, ma una competenza che diventa parte stabile del percorso professionale. Il principio cardine è chiaro: la responsabilità resta in capo al professionista e non si trasferisce allo strumento tecnologico.
I percorsi formativi degli Ordini dovranno coprire tre dimensioni:
• Tecnico — funzionamento, potenzialità e limiti dei sistemi di IA, comprese le tecniche di interrogazione e i temi di sicurezza.
• Giuridico — il Regolamento europeo (AI Act) e le norme nazionali, a partire dalla legge 132/2025.
• Deontologico — il profilo più rilevante per la professione: riguarda la responsabilità del professionista nell’uso dell’IA, gli obblighi informativi verso il cliente e il rispetto del principio antropocentrico della legge.
Gli Ordini professionali sono chiamati ad adeguare i propri regolamenti entro sei mesi, secondo le procedure di ciascuna categoria e, dove previsto, con il coinvolgimento dell’autorità vigilante. In pratica: i requisiti formativi sull’IA verranno presto recepiti nei sistemi di formazione continua di ogni professione.
C’è un quarto aspetto, spesso trascurato ma di forte impatto pratico: l’uso dell’IA rileva anche ai fini dell’equo compenso, attraverso parametri commisurati alla classificazione di rischio del sistema impiegato. I decreti che fissano questi parametri saranno integrati entro dodici mesi. L’obiettivo è evitare che l’automazione svaluti il lavoro intellettuale: il compenso deve continuare a riflettere l’effettivo apporto professionale e il livello di responsabilità.
Per orientarsi, conviene tenere a mente quattro riferimenti:
• 10 ottobre 2025 — Entra in vigore la legge 132/2025. Per le professioni intellettuali, l’IA è ammessa solo come strumento di supporto, con obbligo di informare il cliente.
• Già dal 2025 — L’obbligo di alfabetizzazione sull’IA previsto dall’art. 4 dell’AI Act è applicabile: la formazione del personale sull’IA non è un adempimento futuro, è già attuale.
• 10 giugno 2026 — Il Consiglio dei Ministri approva (in esame preliminare) i decreti attuativi: la formazione professionale obbligatoria entra nel concreto.
• 2 agosto 2026 — Si applicano i nuovi obblighi di trasparenza dell’AI Act.
Attenzione a una semplificazione diffusa. Il 2 agosto 2026 non coincide con la “piena operatività” dell’AI Act: con il Digital Omnibus europeo (accordo politico di maggio 2026, in via di adozione formale) gli obblighi sui sistemi ad alto rischio sono stati rinviati alla fine del 2027. Ciò che è già pienamente vigente, e riguarda tutti, è invece l’obbligo di alfabetizzazione sull’IA.
Tradotto in pratica, per uno studio professionale gli adempimenti si riducono a pochi punti chiari:
1. Formare il team sull’IA — titolari, collaboratori e praticanti, sui tre piani tecnico, giuridico e deontologico. È il cuore del nuovo obbligo.
2. Definire una policy di studio — regole interne su quali strumenti usare, su quali dati, con quali verifiche dell’output.
3. Informare il cliente — predisporre clausole e informative coerenti con la legge 132/2025 quando si impiega l’IA nella prestazione.
4. Documentare la formazione svolta — un attestato che certifichi l’alfabetizzazione sull’IA del personale è utile a dimostrare la conformità richiesta dall’art. 4 dell’AI Act.
Il punto non è “usare l’IA”, ma saperla usare con consapevolezza e responsabilità: capire cosa fa, dove sbaglia, quando va verificata e come spiegarne l’impiego al cliente. È esattamente ciò che la nuova disciplina chiede.
Sapere che la formazione è obbligatoria è una cosa; sapere da dove iniziare è un’altra. È la domanda che ci sentiamo rivolgere più spesso dagli studi in queste settimane.
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Sì. L’obbligo di alfabetizzazione sull’IA (art. 4 dell’AI Act) è già applicabile dal 2025. Con i decreti attuativi della legge 132/2025, approvati in esame preliminare il 10 giugno 2026, l’alfabetizzazione sull’IA entra in modo strutturale nella formazione iniziale e continua dei professionisti, e gli Ordini devono adeguare i regolamenti entro sei mesi.
I percorsi formativi degli Ordini si articolano su tre piani: tecnico (funzionamento, potenzialità e limiti dei sistemi), giuridico (Regolamento europeo e norme nazionali) e deontologico, che riguarda la responsabilità del professionista, gli obblighi informativi verso il cliente e il principio antropocentrico della legge 132/2025.
No. La legge stabilisce che l’IA può essere usata solo come strumento di supporto e ausilio: il contributo personale e critico del professionista resta prevalente e la responsabilità non si trasferisce allo strumento. Resta inoltre l’obbligo di informare il cliente sull’uso di sistemi di IA.
La legge 132/2025 è in vigore dal 10 ottobre 2025 e l’alfabetizzazione sull’IA dell’AI Act (art. 4) è applicabile dal 2025. I decreti attuativi prevedono l’adeguamento dei regolamenti degli Ordini entro sei mesi. Dal 2 agosto 2026 si applicano nuovi obblighi di trasparenza dell’AI Act, mentre gli obblighi sui sistemi ad alto rischio sono stati rinviati alla fine del 2027.
Fonti: Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 177 (10 giugno 2026); Legge 23 settembre 2025, n. 132 (in vigore dal 10 ottobre 2025); Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) e Digital Omnibus europeo. Contenuto a scopo informativo, aggiornato a giugno 2026; i decreti citati sono in esame preliminare e potranno subire modifiche nell’iter di approvazione.